Directed by: C. Chaplin
Writing credits: C.Chaplin
Starring: Charlie Chaplin, Paulette Goddard, H. Bergman, C. Conklin, A. Garcia, S. J. Sanford
Genre: comedy
Country: U.S.
Running time: 87 mins.


Instrumentation List

Modern Times (1936):

Music composed by Charles Chaplin (1935-36)
Musical associate: David Raksin
Restored for live performance by Timothy Brock (1999-2000)
87 minutes
2 Flutes (both dbl. picc.)
Oboe (dbl. e.horn)
2 Clarinets
Reed I (clarinet III, soprano sax, alto sax I)
Reed II (clarinet IV, alto sax II)
Reed III (bass-clarinet, contrabass-clarinet (B-flat), tenor sax)
Bassoon
-
2 Horns
3 Trumpets
2 Trombones
-
Percussion (4 players)
Harp
Piano (dbl. celesta)
Male Vocal Quartet TTBB (ad lib.)
-
Strings: 10.8.6.6.4 (min: 6.6.4.4.2)

List of percussion:
Timpani
Snare Drum
Bass Drum (Grand Casa)
Tambourine
Wood Block
Temple Blocks
2 Anvils (high, low)
Large cymbals
Suspended cymbal
Choke cymbal
Castanets
Claves
Triangle
Gong (Tam-tam)
Glockenspiel
2 Xylophones
Marimba
Vibraphone
Chimes


Articles:

MODERN TIMES

Modern Times/Tempi moderni. Edited by Christian Delage with Cecilia Cenciarelli.
Recco: Cineteca di Bologna/Le Mani, 2004.

November 18th to December 17th, 1935. The 89-minute musical score to Modern Times takes its final form within the confines of the UA recording studios under the supervision of its composer, Charles Chaplin. A lengthy four-week-long session, unheard of by studio standards, during which Chaplin experimented both successfully and unsuccessfully, and each musician (and conductor) was at the whim of the meticulous composer...

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Reviews:

Modern Times – Torino, Teatro Regio

Timothy Brock compositore e direttore d’orchestra statunitense, è diventato in pochi anni un nome di riferimento per gli appassionati di cinema muto. Non solo come autore di colonne sonore originali, ma anche come direttore d’orchestra in proiezioni accompagnate dal vivo. La sua fama si è ormai diffusa anche in Europa ed è proprio nel suo appartamento di Bologna, dove vive per metà dell’anno, che lo abbiamo intervistato.

Maestro Brock, lei ha studiato contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra: come è arrivato alla musica da film?

«Da quando avevo dieci anni non ho mai smesso di ripetere a mia madre che da grande volevo scrivere musica per i film muti. Nel 1985, a poco più di vent’anni, ricevetti la mia prima commissione: si trattava di comporre le musiche per Il vaso di Pandora di Pabst. E da lì la mia carriera è andata avanti. Ho anche scritto alcune colonne sonore per film moderni, ma mi trovo molto più a mio agio nel muto: lì posso creare veramente con più libertà e costruire un discorso coerente senza dover tenere conto di troppi fattori esterni alla musica».

Ma anche nel muto è necessaria una certa sincronizzazione: ad esempio, quando dirige, lei usa un time code per orientarsi?

«Io credo che nel muto più che la sincronia conti la precisione, e questa si ottiene solo con l’esperienza. Nel caso di Chaplin seguo le immagini e riesco a essere più preciso che con qualunque contatore. È che dopo aver diretto un centinaio di volte la stessa partitura davanti allo stesso film si impara a conoscerne tutti i segreti».

Ecco, come cambia l’esperienza dello spettatore quando al cinema è un’orchestra in carne e ossa a suonare?

«Non saprei spiegarlo, ma è tutta un’altra cosa. Molte persone, anche critici e professionisti del mestiere, dopo aver visto Tempi moderni con la musica dal vivo, mi hanno detto che l’orchestra li ha fatti entrare molto più in profondità nel film, rivelando loro particolari e aspetti inediti. C’è una cosa da aggiungere: all’epoca di Chaplin le registrazioni sonore erano mediocri, e quando si vedono i suoi film normalmente quello che arriva all’orecchio non è che il trenta per cento di quello che c’è nella partitura».

Che cosa può dirci di queste partiture, e in particolare di quella di Tempi moderni che eseguirà a Torino?

«Io ho conosciuto David Raksin, l’assistente musicale per Tempi moderni, che mi raccontò come lavoravano alle musiche: la mattina Chaplin eseguiva al pianoforte, o cantava, le musiche che voleva nel film, Raksin annotava e nel pomeriggio orchestrava seguendo i suggerimenti dello stesso Chaplin. Alle nove di sera la partitura veniva data ai copisti, che durante la notte realizzavano le parti per l’orchestra. Il mattino dopo la si eseguiva in presenza dell’autore, che apportava le modifiche necessarie. Così ogni giorno, e tutti erano pagati da Chaplin che produceva il film. Era un perfezionista e devo dire che in tutte le sue partiture si riconosce il suo tocco».

(a.b.)


 Modern Times with the BBC Concert Orchestra

Charlie Chaplin is surely at the peak of invention, and of his astonishing balletic and acrobatic skills. What is more surprising is that high claims made for his musical accompaniment to the film (he was a self-taught instrumentalist who never learned to read music) prove amply justified. Orchestrated originally by Raskin and Powell, Chaplin himself kept a close eye on the music at all stages. Timothy Brock's reconstruction of the original score has been toured internationally to acclaim and the BBC Concert Orchestra gave it everything.

Seen and Heard – Live Performance reviews

 


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